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RISCHIO

Le piccole e medie imprese si trovano a fare i conti con fenomeni, a volte tipicamente italiani, che ne mettono a rischio l'attività e che possono arrivare a minare la sopravvivenza stessa dell'azienda. Rischi che certamente si acuiscono in periodi di crisi economico-finanziaria, che non vanno sottovalutati nemmeno in periodi di congiuntura favorevole.

Il rischio più comune: i ritardi di pagamento
Tutti abbiamo giocato almeno una volta a domino. Immaginiamo che ogni tessera sia rappresentata da una impresa che fa parte di una filiera. C'e' il grande mobilificio che a fine mese non paga il mobiliere, quest'ultimo dilata i pagamenti al terzista passando da 30/60 giorni a 90/120 giorni. Il terzista, a sua volta, slitta i pagamenti ai propri fornitori e così via… e se la filiera salta vanno tutti a gambe all'aria proprio come nel domino. Se poi, l'impresa ha la sfortuna di dover incassare anche dalla Pubblica Amministrazione (PA) la catena salta ancor più facilmente: in Italia la PA paga a 135 giorni con punte di 400 giorni contro una media europea di circa 65 giorni. Ma quanto costa alle imprese lavorare con le PA ? Oltre 934 milioni di euro all'anno.
 
 


I protesti cambiano rotta
I protesti nel 2010 sono diminuiti del 4%, a fronte di una crescita del 9% registrata nel 2009. Probabilmente il calo dei protesti è dovuto alla contrazione delle transazioni tra imprese e ad atteggiamenti di maggior prudenza nell'accettare pagamenti scadenziati con assegni e cambiali.

L'impennata dei fallimenti
I fallimenti hanno ripreso a crescere come diretta conseguenza della crisi finanziaria. Ogni giorno, in media, sono una trentina le aziende che portano i libri in Tribunale, e questo significa che la crisi finanziaria si sta trasferendo all'economia reale.
Tra i primi segni di crisi e la dichiarazione di fallimento passa del tempo, e' quindi necessario cogliere in anticipo i segnali di difficoltà, perché una volta coinvolti in un fallimento la durata della procedura concorsuale e la percentuale recuperata sono sfavorevoli per il creditore.





Il costo della cattiva gestione del credito
Lince ha stimato che mediamente sull'Azienda Italia ogni anno gravano:
- 6.200 milioni di euro di costi finanziari legati ai ritardi di pagamento,
- 1.160 milioni di euro di costi per il recupero crediti,
- 1.175 milioni di euro di costi connessi alle procedure fallimentari
… ...per un totale di oltre 8.500 milioni di euro.

Ma ragioniamo in termini di singola impresa attiva: potenzialmente sia una ditta individuale che una Srl o una Spa sopportano mediamente un costo di 1.675 euro per singolo credito concesso e mal gestito.